Torino. Project-TO nasce da un’idea di Riccardo Mazza, sperimentatore sonoro e docente della Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, noto per le collaborazioni con gli artisti nazionali ed internazionali come Battiato, Gaber, Baccini e Chick Corea (solo per citarne alcuni), apprezzato sia in Italia che all’estero per la sua ricerca nel campo della psico acustica e della specializzazione e Laura Pol, fotografa e video maker nonché autrice di numerosi lavori in ambito artistico, culturale e musicale.
Riccardo Mazza ci ha gentilmente concesso un’intervista.

– Project-TO è un collettivo torinese, come nasce?

– “Nasce un po’ come progetto live audio-visivo e Laura Pol che è la video maker che ha creato la storia in video su queste musiche e nasce come progetto live ispirandosi un po’ al lavoro dei Chemical Brothers che era un lavoro simile con il visual ed il suono insieme. Quindi volevo creare un po’ un progetto che fosse immersivo, coinvolgente e che potesse essere un buon ponte tra quelle che possono essere le arti visive e la musica elettronica in particolare. Questaè un po’ l’idea di come nasce il progetto”.

– “The white side, the black side” è il doppio album che sancisce l’esordio per i Project-TO. Com’è composto?

– “Ha una doppia valenza, ha una storia un po’ particolare perché esce prima ‘White side’ che è un po’ la versione main stream, è di sei brani e c’è una video story che li collega. Quando abbiamo fatto questo lavoro, questa produzione, abbiamo sentito un po’ l’esigenza di trovare un contrappeso, un po’ come nella vita: c’è il bianco, c’è il nero, il lato oscuro della forza. Quindi è nata l’idea di creare questo binomio, ho ripreso i brani dall’inizio e li ho riarrangiati completamente mantenendo le stesse strutture e basi sonore ed abbiamo creato ‘The black side’ che sono però tutti brani in versione più tecno, una versione un po’ più scura ed intima. Poi abbiamo creato degli elementi che rimandano al negativo fotografico. Da lì passiamo dal white al black, ad ogni brano white corrisponde un brano black. Questo poi è diventato nel disco ‘The white side, the black side’ “.

– Lei è apprezzato sia in Italia che all’estero per la sua ricerca nel campo della psico acustica, cosa l’attrae di questo campo e cosa caratterizza la psico acustica dal resto?

– “Più che musicista mi definisco uno sperimentatore sonoro. Ho iniziato a fare questa sperimentazione dalla fine degli anni ’90 lavorando inizialmente sugli spazi live del suono. Poi ho fatto il giro del mondo con delle tecniche microfoniche che ho sviluppato ed ho fatto questa libreria radiofonica per la Dolby organizzata con questi elementi con le sonorità percepite tridimensionalmente. Da qui è lata la mia prima sperimentazione sulla psico acustica, cioè il modo in cui il nostro cervello percepisce il suono rispetto a ciò che è il suono realmente, è una specie di raccolta antologica concentrata in nove cd di spunti sonori di questo tipo che dovrebbero essere disponibili a breve su tutte le piattaforme”.

– Dato che è noto anche come sperimentatore, come rapporta la sua attività musicale con l’insegnamento?

– “Io insegno da tanti anni in questa Scuola di Alto Perfezionamento Musicale dove insegno la parte musicale più legata alla sperimentazione. Questo è stato importante nello sviluppo di un linguaggio, cioè nel trovare un linguaggio che permetta ai ragazzi anche di trovare una propria strada. Quindi io sperimento da una parte ed insegno dall’altra, cercando di insegnare a fruire degli strumenti per creare una propria sperimentazione. Dico sempre ai ragazzi che questi sono solo dei mezzi, poi ognuno deve trovare una strada, spero anche migliore di quella che ho trovato io”.

– In conclusione, lei è autore della prima raccolta di effetti sonori al mondo per il Cinema e la Televisione, di che cosa si tratta?

– “È stata una raccolta particolare, si chiama ‘Renaissances Fx dolby surround encoder library ed è stata la prima raccolta al mondo codificata in dolby surround. Si tratta di 10 cd di suoni che hanno fatto il giro del mondo con delle tecniche microfoniche che avevo fatto all’epoca che permettono di catturare il suono in tre dimensioni e di ristabilirli in stereo come fatto già in dolby. Quindi questi suoni potevano essere utilizzati ad esempio per le sonorità cinematografiche all’epoca ed è stata usata in parecchi film e telefilm. In comune c’è il surround, tre dimensioni e molti produttori hanno utilizzato il nostro lavoro”.