Chieti. Il 5 dicembre 2011 il Consiglio Comunale approvò, su proposta del Consigliere Enrico Bucci, la Mozione sottoscritta dal gruppo di Giustizia Sociale del quale all’epoca era Capogruppo:
Richiesta al Presidente della Repubblica Italiana di una ricompensa al merito civile da attribuire alla città di Chieti per i fatti legati a Chieti Città Aperta 8 settembre 1943 – 9 giugno 1944.
Il 23 aprile 2018, Enrico Bucci ,mentre si apprestava a consegnare all’Editore Marco Solfanelli le bozze del libro: “CHIETI 1943 – 1944 MAI PIU’ E’ STATA CITTA’ APERTA COME ALLORA”, ebbe notizia che il Presidente della Repubblica, con decreto dell’11 gennaio 2018, aveva conferito al Comune di Chieti la Medaglia d’Oro al Merito Civile.
Il 12 luglio 2018 nel Teatro Marrucino veniva consegnata la Medaglia d’Oro alla presenza delle autorità politiche, civili e militari con una straordinaria e inattesa partecipazione della cittadinanza.
Il 19 dicembre alle 17:30, nella Sala Consiliare della Provincia. ci sarà la presentazione del libro di Enrico Bucci: “CHIETI 1943 – 1944 MAI PIU’ E’ STATA CITTA’ APERTA COME ALLORA” con Maria Teresa Giusti, Professore di Storia Contemporanea Università G. D’Annunzio, Eide Spedicato, Sociologa e Vladimiro Furlani, Architetto. Modererà Antonello De Berardinis, Direttore dell’Archivio di Stato di Chieti e sarà presente l’Editore Marco Solfanelli.
Il libro ripercorre le tristi vicende che interessarono la città avendo come protagonisti l’Arcivescovo Venturi, il Podestà Gasbarri, il Capo della Provincia Girgenti, la Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti con i suoi Castellani e Faggiotto che furono nominati da Monsignor Venturi.
C’è stato altresì un lavoro di ricerca su argomenti specifici che sono tuttora al centro del dibattito di numerosi studiosi: 1. Sulle accuse dell’Avvocato Raffaele Bellini di Lanciano alla città di Chieti e al suo Podestà Alberto Gasbarri. 2. Sulle accuse dello scrittore Corrado Alvaro alla ricca borghesia di Chieti, 3. Sulla vexata quaestio se Chieti è stata o meno città aperta, 4. Sullo stereotipo Chieti città – camomilla che ancora oggi grava sulla città.
Lavoro di ricerca che ha consentito di reperire 95 immagini fotografiche, 60 documenti alcuni dei quali originali oltre a numerose citazioni di autorevoli studiosi.
Negli anni della guerra i cittadini di Chieti subirono sofferenze atroci, affrontate con dignità e coraggio, dando prova di solidarietà, consapevoli della propria storia. E’ da qui che venne loro la forza di ricostruire la città moralmente e materialmente. Negli anni successivi però e, soprattutto, in quelli più recenti (ultimi 10 – 15 anni), sono andati perduti il senso della storia, l’identità dei luoghi, la loro bellezza, il rapporto tra il territorio e gli abitanti, a causa di progressive spoliazioni e abbrutimenti.
Di qui la volontà di aiutare questa città a ritrovare se stessa e la sua identità con l’invito a non piangersi più addosso e a non sentirsi ancora cittadini della “città camomilla” ma cittadini di quella Chieti del 1943 – 1944 che mai più è stata città aperta come allora con i suoi eroi della Banda Palombaro e ancor più della città dalla storia plurimillenaria, consapevoli che la città non appartiene ad un solo uomo ma è di tutti i cittadini.
E allora, c’è bisogno di una rivolta delle coscienze, di un nuovo “Rinascimento” e la Medaglia d’Oro conferita alla Città, sarà la nostra Stella Polare.