Pescara. La scorsa sera Alvaro Vitali, che insieme a Lino Banfi e ad altri ha segnato un’epoca con la commedia sexy all’italiana, e la sua compagna di vita Stefania Corona si sono esibiti nell’”Alvaro Vitali show – Pierino” al Grand Canyon di Pescara in una serata organizzata dall’etichetta Music Force.
Tante le gag, le performance varie ed i momenti esilaranti. I due, prima di salire sul palco, ci hanno gentilmente concesso un’intervista

– È in giro con l’“Alvaro Vitali show – Pierino”, di che tipo di spettacolo si tratta?

– “È uno spettacolo sempre basato su Pierino e la maestra. È uno spettacolo di un’ora, molto divertente, è una parodia degli anni ’80, noi andiamo in giro come ci si vestiva negli anni ’70 e ’80, alle canzoni che andavano per la maggiore e poi si va a finire alle gag, la commedia, il monologo e le canzoni perché io (Stefania Corona) sono cantautrice, quindi canzoni scritte da me, battute e quant’altro, quindi uno spettacolo molto divertente”.

– Lei è stato tra i protagonisti della commedia sexy all’italiana che ha avuto maggior successo negli anni ’70 e nei primi anni ’80. A suo avviso a cosa è dovuto questo successo, considerando anche la società italiana di quegli anni?

– “Il successo è arrivato perché c’erano due cose basilari, importanti: la comicità con le risate, le battute e le donne belle, le ragazze molto formose. Usciva fuori un qualcosa di gradevole perché facevamo contenti un po’ tutti: per ridere e per vedere le donne belle. Questa accoppiata ha fatto si che ci fosse questo successo grandissimo”.

– Come giudica la commedia italiana contemporanea e quali parallelismi può tracciare con i film in cui ha recitato?

– “È rimasto come filo conduttore la comicità e le donne belle. Questa è l’arma vincente del Cinema e quello che ci qualifica nel resto del mondo. Dall’inizio i grandi come Gassman, Tognazzi, Manfredi, Alberto Sordi, poi sono arrivati gli attori come Banfi, Alvaro Vitali, Carotenuto. Questo, ripeto, è il filo conduttore e qualifica noi italiani perché tutte quelle gag e tutto quel modo di fare è insito nell’italiano. Questo ce lo siamo inventati noi perché quello che fanno oggi era quello che facevamo noi negli anni ’80. Adesso lo fanno nel 2000, ma sono le stesse cose, è cambiata poco come situazione perché la commedia è quella”.

– Com’è nato il personaggio di Pierino e quanto c’è di Alvaro Vitali in questo personaggio?

– “In questo personaggio c’è tutto Alvaro Vitali perché quando ero piccolo ero terribile. Quando il regista Mario Girolami mi ha proposto questo personaggio l’ho sentito subito mi perché io quando ero piccolo facevo queste marachelle, facevo i dispetti, raccontavo barzellette di Pierino, ce l’ho avuto sempre dentro di me e poi l’ho tirato fuori nel Cinema”.

– C’è anche una serie apocrifa, non ufficiale, dei film che vedono protagonista Pierino dove c’erano attori diversi da lei. Questo in qualche modo valorizza e attesta il successo di questo personaggio…

– “Beh no quelli che hanno rifatto Pierino non lo hanno valorizzato, anzi lo hanno rovinato perché grazie a loro ci siamo fermati in primis lo hanno fatto sbagliato perché il personaggio di Pierino non può essere alto e grosso o un’altra persona magrolina, tutto pepe, insomma diverso. Poi erano troppo spinti, parolacciari. Pierino non diceva mai parolacce ma diceva ‘Posso andare a fare la pipì?’, ‘Posso andare al cesso?’, ma mai parolacce come le hanno dette gli altri Pierini. Per questo motivo hanno fatto smettere la serie”.

– Per lei anche esperienze musicali (in canzoni come “La strana voglia” e “Col fischio o senza?”), come si è avvicinato a queste esperienze?

– “Ho cominciato a fare Rugantino al Sestina e già si iniziava a canticchiare, cantavo insieme a Montesano ed altri. Hanno sentito che avevo questa bella voce e le colonne sonore dei miei film le hanno fatte cantare tutte a me. Sono parecchie, Stefania ultimamente mi ha scritto un rap molto divertente che parla appunto di Pierino”.