Pescara. Dopo il #FridayForFuture e prima della #GiornataperilClima, il festival letterario “Conversazioni a Pescara” ospita Bruno Arpaia che con il suo romanzo “Qualcosa là fuori” ha anticipato di tre anni tutto ciò di cui si sta parlando in questi giorni belli e di grande partecipazione attiva dei giovani al futuro della vita sulla Terra. L’appuntamento è per martedì 19 marzo alle ore 9:00, Liceo Artistico, Coreuretico e Musicale Misticoni-Bellisario di Pescara
Scrive Greta Thunberg sul suo profilo Facebook all’indomani dell’imponente manifestazione
#FridayforFuture, «Oltre 1,4 milioni su #inerzia ieri, secondo l’ultimo aggiornamento. 2083 posti
in 125 Paesi in tutti i continenti. “Il giorno più grande dell’azione climatica globale di sempre” dice
350.org. E questo non è nemmeno l’inizio. Perché abbiamo fatto i compiti».
Anche a Pescara continuiamo a fare i compiti e per stare al passo con i tempi, il festival letterario
“Conversazioni a Pescara”, ospita lo scrittore Bruno Arpaia che con il suo romanzo “Qualcosa la
fuori”, ha anticipato di molto tempo ciò che oggi è, finalmente, nell’agenda politica di tutti: ovvero
la salvaguardia del pianeta Terra.
L’incontro si svolgerà al Liceo Artistico Coreuretico e Musicale Misticoni-Bellisario, martedi 19
marzo alle ore 9:00 e vedrà la partecipazione, oltre agli studenti del Liceo Artistico, degli studenti del
Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Alessandro Volta” e
dell’Istituto Tecnico Statale “Aterno-Manthonè”.
Quello con Arpaia è il terzultimo appuntamento dell’edizione 2019 del festival che ha visto la
partecipazione di Gabriele Nissim, Federica D’Amato, Antonello Persico, Maura Chiulli, Peppe
Millanta, Eugenio Coccia e Luigi Dei. L’ultimo appuntamento in Abruzzo ci sarà l’8 di aprile nella
sala del Consiglio comunale di Pescara con Giuseppe Catozzella e il suo romanzo “E tu splendi”.
La rassegna si concluderà al Salone Internazionale del Libro di Torino con un appuntamento già
fissato per il 13 di maggio.
Alla manifestazione partecipano gli studenti dei quattro istituti che fanno parte del progetto di
Alternanza Scuola/Lavoro “Conversazioni a Pescara. Società, scienza, letteratura”, i professori e i
rispettivi dirigenti scolastici, Carlo Cappello, Maria Pia Lentinio, Raffaella Cocco, Antonella
Sanvitale.
Dopo il saluto di benvenuto della dirigente scolastica Raffaella Cocco, ad interloquire con Bruno
Arpaia sarà Oscar Buonamano, ideatore e direttore scientifico di “Conversazioni a Pescara.
Società, scienza e letteratura” è tutor del progetto per conto del Salone Internazionale del Libro di
Torino.
Gli studenti arrivano a questo appuntamento dopo aver approfondito nel corso di questi mesi i temi
che il libro di Bruno Arpaia pone e che sono le questioni legate alle mutazioni climatiche in corso che
mettono a rischio la stessa vita dell’uomo sul Pianeta. Così com’è successo per gli incontri precedenti,
gli studenti saranno protagonisti dell’incontro e interverranno sia con domande sia con materiali
multimediali che hanno preparato proprio per questo appuntamento.
Bruno Arpaia è nato nel 1957 a Ottaviano, in provincia di Napoli. Romanziere, giornalista,
consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, per Guanda ha pubblicato:
Tempo perso (Premio Hammett Italia 1997), L’angelo della storia (Premio Selezione Campiello
2001, Premio Alassio Centolibri – Un autore per l’Europa 2001), Il passato davanti a noi (Premio
Napoli e Premio Letterario Giovanni Comisso 2006), Per una sinistra reazionaria, L’energia del
vuoto (finalista al Premio Strega 2011 e vincitore del Premio Merck Serono), La cultura si mangia!,
con Pietro Greco, L’avventura di scrivere romanzi, con Javier Cercas, Prima della battaglia,
Qualcosa, là fuori, oltre a una conversazione con Luis Sepúlveda, Raccontare, resistere. I suoi libri
sono tradotti in molte lingue.
«In un’Europa prossima ventura, devastata dai mutamenti climatici, decine di migliaia di “migranti
ambientali” sono in marcia per raggiungere la Scandinavia, diventata il territorio dal clima più mite
e favorevole agli insediamenti umani. Livio Delmastro, anziano professore di neuroscienze, è uno di
loro. Ha insegnato a Stanford, ha avuto una magnifica compagna, è diventato padre, ma alla fine è
stato costretto a tornare in un’Italia quasi desertificata, sferzata da profondi sconvolgimenti sociali e
politici. Lì, persi la moglie e il figlio, per sedici anni si è ritrovato solo, senza più voglia di vivere, ma
anche senza il coraggio di farla finita. Poi, come migliaia di altri, ha pagato guide ed esploratori e ora,
tra sete, fame e predoni, cammina in colonna attraverso terre sterili, valli riarse e città in rovina, in un
continente stravolto e irriconoscibile…».